Il blog dei Nonni 2.0

Per chi non lo sapesse, il termine BLOG è nato alla fine del secolo scorso da una contrazione di “web” e “log” e si può liberamente tradurre come “spazio in rete”, spazio che vorremo fosse da voi utilizzato per commentare gli articoli del sito, proporre iniziative, mettere in comune esperienze, difficoltà, problemi, critiche, suggerimenti, segnalazione di libri letti, esperienze di bei momenti con i propri nipoti, ricordi della vostra infanzia e mille altre cose ancora.

Il BLOG infatti è una sorta di “bacheca” elettronica, per dar modo di confrontarci su tutta l’ampio ventaglio della nostra “nonnità” da aprire a tutti gli altri amici ed instaurare così un dialogo, non diversamente da un incontro fisico, col vantaggio che il residuo scritto non volatilizza.

Per noi diventerà poi una fonte di idee per far progredire la nostra attività in linea con il sentiment condiviso del nostro gruppo.

Si ricorda che dopo aver inserito il testo bisogna cliccare il tasto “Pubblica il commento”.

49 pensieri riguardo “Il blog dei Nonni 2.0

  • 20 Giugno 2020 in 09:59
    Permalink

    Quanto dice Gianmario è purtroppo una realtà, sembra che della famiglia come noi la intendiamo chi ci governa ne tenga conto solo in misura miserevole. Una perfetta analisi del cosiddetto Family Act l’ha fatta Peppino nella lettera al direttore indirizzata l’altro ieri a TEMPI che riportiamo qua sotto.
    “Caro Direttore,
    il nostro governo, con la solita grancassa della TV sempre più serva del potere, ha approvato una “schema di disegno di legge recante misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia”. Poi, a questo titolo ufficiale il governo italiano ha voluto, un’altra volta, aggiungere due paroline in inglese, per adeguarsi alla moda oramai imperante: “family act”, che poteva benissimo, essendo noi italiani, venire tradotta con le parole “legge per la famiglia”. Ma tant’è.
    Desidero commentare a caldo tale disegno di legge, in attesa di ulteriori approfondimenti.
    1)Per come è stata divulgata, questa legge per la famiglia pareva che provvedesse da subito a istituire un assegno universale per il sostegno economico dei figli, a prevedere misure di sostegno all’educazione dei figli e delle figlie, a regolare diversamente i congedi parentali, a incentivare il lavoro delle madri ed il protagonismo giovanile. Nulla di tutto questo. Trattandosi di un disegno di legge, esso sarà approvato tra almeno un anno e molte misure diverranno esecutive dopo un anno o due, come previsto dall’articolo 3 e dall’articolo 6. Quindi, se ne riparlerà almeno nel 2022. Si tratta di un programma elettorale più che di un disegno di legge. Un libro dei sogni, come qualcuno ha detto.
    2)Ciò è confermato dal fatto che in questo documento non è previsto alcun impegno di spesa, trattandosi di un disegno collegato alla legge di bilancio, per la quale è facile prevedere che si dirà, come al solito, che non vi sono i fondi per trasformare in realtà questo libro dei sogni. Senza serie e precise previsioni di spesa, si tratta solo di belle parole.
    3)Nel merito, poi, la prima cosa che salta all’occhio è che nulla è previsto per sostenere la famiglia nel suo compito educativo previsto dall’articolo 30 della Costituzione: “E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed EDUCARE i figli, anche se nati fuori dal matrimonio”. Questo articolo è rafforzato dal successivo articolo 31: “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi …”. Ebbene, questo disegno di legge prevede (senza soldi e fra tre anni almeno) il sostegno alla famiglia solo per i bambini da zero a sei anni, ma non per i figli che frequentano le elementari, le medie e le superiori. Se c’era un provvedimento legislativo che poteva e doveva finalmente risolvere questo annoso problema era proprio quello dedicato alla famiglia, ma questo non è avvenuto e si è persa una grande occasione, evidentemente a causa dei soliti pregiudizi ideologici che stanno frenando questo governo. Mi stupisce che anche su questo tema il PD ed IV siano succubi della posizione giacobina dei 5 stelle. Ancora una volta non si è tenuto conto di dare attuazione effettiva alla libertà di educazione. Su questo, l’Italia è molto indietro rispetto a tanti altri Paesi europei, anche di tradizione protestante. Questo è il difetto fondamentale di questo disegno di legge e mi sembra strano che esso, finora, non sia stato sufficientemente sottolineato.
    4)Il disegno di legge si riferisce ad una famiglia astratta, diversa da quella che realmente esiste nella società, tanto è vero che esso neppure accenna alla presenza dei nonni, che, come si sa, costituiscono un elemento silenzioso ma fondamentale dell’esperienza famigliare. I nonni contribuiscono al benessere della famiglia con tanti “servizi” ed anche con contributi economici. Ma nulla di tutto ciò traspare dal documento propagandistico che sto commentando. Ancora una volta, non si è guardato alla realtà, ma solo a ciò che già si ha in mente. E così nulla cambierà.
    Insomma, caro direttore, ho l’impressione che si tratti solo di un altro gesto per “okkupare” la televisione e per mettersi a posto la coscienza. Occorrerà continuare le battaglie per aiutare realmente la famiglia.

    Mail priva di virus. http://www.avast.com

    [Messaggio troncato] Visualizza intero messaggio

  • 15 Giugno 2020 in 12:19
    Permalink

    Mi piacerebbe conoscere il parere dell’Associazione sul recente disegno di legge recante misure per il sostegno e la valorizzazione della Famiglia (Family Act).
    Confesso che mi ha disturbato l’approccio che lascia trasparire un interesse più per la parità di genere che per l’istituto della famiglia: approccio che si traduce in un puntuale e ripetitivo distinguo tra bambine e bambini, figlie e figli, etc.
    Non mi sembra di rinvenire nell’ambito del diritto (es. codice civile) tale distinzione.
    Grazie in anticipo.

    Gianmario Giagnoni

  • 14 Maggio 2020 in 15:59
    Permalink

    “https://www.fafce.org/fafce-board-resolution-families-are-the-front-line-in-the-pandemic/”
    Qui potete trovare la risoluzione rilasciata al termine dell’assemblea primaverile della FACE, dal titolo “Families are the front line in the pandemic”, presentata oggi nel corso di una conferenza stampa, nel quadro delle iniziative intraprese dalla Federazione per il Giorno internazionale della Famiglia.

  • 25 Aprile 2020 in 13:08
    Permalink

    Riceviamo da Daniela Broggi questa mail su un argomento tristemente interessante sul quale ci piacerebbe sentire il vostro parere:
    Buongiorno,
    prima di tutto desidero ringraziare per tutto il sostegno che l’associazione dà per “vederci chiaro” nel caos di illuminati e falsi profeti che regna in questo momento.
    Volevo sottolineare invece l’argomento “cremazioni” perché, anche se la Chiesa ora ammette questa pratica, se è a partire da un non dispregio della corporalità legata al credere alla resurrezione della carne, l’uso che in questi giorni di emergenza se ne fa, ha fatto saltare di fatto ogni tipo di riflessione sul tema. Anche perché, non essendo le ceneri tumulate subito ma restituite ai famigliari, la tentazione per molti è di tenersele sempre in casa, cosa che pone grossi interrogativi etici ma anche sociali oltreché religiosi.
    Vorrei che qualcuno mi/ci aiutasse a giudicare questo fatto.
    Ritengo anche che valga la pena di essere portato all’attenzione dei sacerdoti e del Papa che ogni mattina punta l’attenzione su di un fatto concreto.
    Grazie e buon lavoro

  • 24 Aprile 2020 in 16:37
    Permalink

    Grazie Paolo per aver voluto condividere con tanti amici le vicende della nostra grande amica Tina, ricordata come professionista dedita al suo lavoro e impegno educativo e stimata dai suoi collaboratori.
    E grazie per aver parlato del suo incondizionato affidamento alla Madonna nel corso della malattia.
    È giusto ripensare a lei e continuare a sentirla vicina attraverso il nostro e suo amore. Donata

  • 21 Aprile 2020 in 11:40
    Permalink

    Riceviamo molte mail di approvazione sulla nostra iniziativa di chiedere a chi ci governa di evitare di rinchiudere i nonni in un recinto di bambagia (spinosa), procastinando la nostra possibilità di uscire dalla “fase 1” di qualche tempo (un mese, due mesi…)…
    Tra le tante eccone una che vale da esempio di tutte le altre, inviataci dall’amico Gianni Torriani

    “Mi complimento con te , con Peppino e con l’Associazione per questa l’iniziativa.
    In questi giorni ho sentito qualche cosa di simile attraversare le news soprattutto da parte di “luminari” specialisti , forse virologi , ma non certamente della psiche e dell’animo umano.
    Quest’ipotesi di ritardare l’isolamento degli over 65 /70 è decisamente abominevole e priva di qualsiasi fondamento giuridico , sociale e psicologico. Ci manca , tra un po’, il campo di concentramento e siamo a posto!
    Occorre mobilitarsi in tutti i modi possibili e immaginabili contro questa scellerata ipotesi e nel caso essere pronti alla “disobbedienza civile”.
    Fatte salve tutte le condizioni di sicurezza richieste (e quindi di salute) è giunto il momento di aprirsi alla vita , alla speranza, all’amore soprattutto dei nipoti che non vediamo da 2 mesi se non via
    Whatsapp o Skype ( alla fine del restiamo a casa il 3 maggio saranno 54 giorni).
    Sono con l’Associazione per questa battaglia e se c’è da raccogliere firme per una petizione a livello nazionale facciamolo!

  • 21 Aprile 2020 in 09:49
    Permalink

    Mi permetto di segnalare a quanti non l’avessero notato il bellissimo resoconto dell’incontro scuole Zolla-Grossaman con mons M. Camisasca pubblicato sul nostro sito il mese scorso.

    “non si può essere educatori se non si è educati, non si può essere padri se
    non si è figli, non si può essere educatori se non ci si riconosce come
    creature. Non c’è educazione senza Dio. Se tu escludi Dio dalla
    possibilità della realtà escludi la possibilità stessa dell’educa-
    zione. E l’educatore diventa il tuo dio.”

    Qui troviamo la ragione della titolarità dell’educazione propria della famiglia, e,per i nonni, di quella trasmissione della promessa e dell”eredità che ci ha molto bene evidenziato don Cozzi a commento del libro” Storie di nomi e nipoti”.
    Questo deve essere molto chiaro: NON ci sono ” esperti” in educazione che tengano, quando si parla di educazione genitori e famiglia sono i soggetti primi.
    Per inciso ” esperto” è anche una parola abusata oggi sui giornali, anche in tema di coronavirus e non raramente ad un attento esame si scopre che vengono propinati ovvietà o punti di vista parziali.

    La semplicità espositiva delle ragioni che caratterizza mons Camisasca rende la lettura più che consigliabile. Se poi anche condividiamo sul blog le nostre reazioni, non potrà che essere ricchezza per tutti.

  • 17 Aprile 2020 in 14:36
    Permalink

    Ricevo da un mio ex allievo, padre dell’attore Matteo Bonanni, la segnalazione di questo link dove si possono trovare video con brevi storie che lui racconta alle 18, nel link si trovano le numerose fiabe già raccontate e altre proposte per i grandi. E’ possibile in collegamento zoom o altro guardare insieme coi nipoti le fiabe di questo link e poi..commentarle. Può essere un bel momento , io non sapevo di questa opportunità a volentieri la segnalo

    https://www.youtube.com/channel/UCKbPtzPVpFr09xahkNBuyQA

  • 11 Aprile 2020 in 18:10
    Permalink

    Paolo De Carli ci ha inviato un ricordo di una cara persona, amica di molti di noi e nel cuore di tanti nostri figli che la conobbero nella loro prima gioventù; lo pubblichiamo volentieri.
    RICORDO DI TINA BRAMIERI VENTURI

    Martedi 7 aprile scorso Tina Venturi ci ha lasciato.
    E’ stata per circa trent’anni Direttrice della Scuola materna La Zolla, cui si è dedicata con una solerzia, una passione, una capacità professionale che dire rare è poco, portando la scuola a un altissimo livello di qualità. Sono passate generazioni di alunni, che tutti lei ricordava nei particolari, insieme ai loro genitori e parenti, e che tutti oggi la ricordano. Un grande servizio alla comunità scolastica e alla società svolto con un senso di dedizione, di gratuità e di umiltà che è bello ora ricordare.
    La diagnosi – tumore al pancreas – la sorprese pochi mesi dopo essere andata in pensione nel 2018, e, pur essendo perfettamente consapevole della sua patologia e del suo quasi certo esito infausto, reagì, assalendo lei la malattia con tutte le forze che aveva. Voleva guarire, si buttò a ricercare tutte le cure possibili, i maggiori specialisti del campo, le cure sperimentali che venivano praticate all’estero. Il morbo aveva attaccato in lei un corpo molto forte e una formidabile vitalità e voglia di vivere. Voleva essere vicina alla sua famiglia, aiutare la figlia e i nipoti, si sentiva ancora utile nel campo della scuola, collaborando attivamente e fattivamente con Diesse Lombardia dove la consideravano un pilastro fondamentale.
    Ma la sua maggiore speranza era nella intercessione della Madonna e dei santi presso il Signore e pregava senza sosta visitando santuari e luoghi santi. Con lei e con Gian Pietro io e Alda siamo stati amici di una vita oltre che condomini nello stesso edificio. Son sicuro che questi suoi tentativi e sforzi per guarire e queste sue preghiere non sono stati vani. Ha conservato forza e lucidità mentale per un tempo triplo rispetto a quello che i medici in questi casi assegnano al paziente. Ha saputo sempre guardare al di là di sé e chiedere che questo “al di là di sé“ la riempisse. Ma soprattutto quando un mese fa i dolori sono aumentati decisamente e le è stato chiaramente detto che non c’erano più speranze né rimedi umani, lei ha accettato con grande consapevolezza la morte vicina e si è preparata ad affrontarla. Con lei abbiamo ripercorso tutti i brani del Vangelo che riguardano la Madonna, come per entrare nel suo atteggiamento di offerta, nel suo essere come un vaso pronto a ricevere quanto il Signore voleva che vi entrasse, Maria che nulla ha posseduto e programmato di quella sua vita che è stata pura offerta.
    E così io, Alda e tutti gli amici che con lei hanno condiviso questo ultimo tratto della sua vita, abbiamo potuto vedere la serenità con cui ha affrontato la morte, con una coscienza e una fede semplice e grande, in qualche modo partecipando anche a noi la serenità del suo affidamento. Le siamo grati di questo esempio e di questa ultima carità.

    Paolo De Carli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


The maximum upload file size: 2 MB.
You can upload: image, document.
Links to YouTube, Facebook, Twitter and other services inserted in the comment text will be automatically embedded.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.