Il blog dei Nonni 2.0

Per chi non lo sapesse, il termine BLOG è nato alla fine del secolo scorso da una contrazione di “web” e “log” e si può liberamente tradurre come “spazio in rete”, spazio che vorremo fosse da voi utilizzato per commentare gli articoli del sito, proporre iniziative, mettere in comune esperienze, difficoltà, problemi, critiche, suggerimenti, segnalazione di libri letti, esperienze di bei momenti con i propri nipoti, ricordi della vostra infanzia e mille altre cose ancora.

Il BLOG infatti è una sorta di “bacheca” elettronica, per dar modo di confrontarci su tutta l’ampio ventaglio della nostra “nonnità” da aprire a tutti gli altri amici ed instaurare così un dialogo, non diversamente da un incontro fisico, col vantaggio che il residuo scritto non volatilizza.

Per noi diventerà poi una fonte di idee per far progredire la nostra attività in linea con il sentiment condiviso del nostro gruppo.

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40 pensieri riguardo “Il blog dei Nonni 2.0

  • 2 Aprile 2020 in 22:13
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    Vorrei sottolineare l’importanza delle indicazioni raccolte da Peppino nella sua del.29 marzo , ubicata già nella sezione ” vecchi commenti” . Penso che tutti i problemi ed esperienze personali li possiamo leggere bene SOLO entro la cornice del dramma che stiamo vivendo e del cambiamento che ci urge da questo dramma, come puntualizzato da padre A. Lepori. Anche i sacrifici della quarantena forzata sono da vivere sotto la luce che Cristo è il.destino e che è tutto. È talmente vero.per tutti che i colleghi di un figlio che lavora in terapia intensiva hanno.lanciato. Si veda questa testimonianza su youtube https://youtu.be/GFqTOQVoquM
    con filmato su youtube un grido di aiuto.perché la depressione è dietro l’angolo.per gli.operatori sanitari. Senza Cristo quest’aria di morte è appunto insopportabile. Il cambiamento urge noi perché arrivi a tutti. Il dramma tocca a caso e ormai tutti ne sono toccati. Vi scrivo dall’ospedale da cui probabilmente sarò dimesso domani dopo 25 giorni e dove la ho scampata bella e 4 giorni di terapia durissima hanno permesso che andassi da una parte invece che dall’altra. Ho tenuto perché ho chiesto la grazia di una disponibilità totale , che da solo ho molto fragile, e ho aderito alla richiesta dei medici e familiari di non mollare durante la parte più dura e decisiva delle cure. Ma ho visto anche 3 successivi compagni di camera essere intubati e trasferiti alla terapia intensiva. Bisogna chiedere questa speranza per tutti. Ma ho fatto prendere la benedizione del papa al compagno che stava bene, l’unico che son riuscito a vedere in faccia perché avevano tolto ad ambedue i macchinari. Anche adesso che sono sempre in isolamento, ma in un reparto a minore intensità di cure, ho proposto con successo ad un uomo di 87 anni di acquistare l’indulgenza plenaria concessa dal Papà a tutti gli impossibilitati ai sacramenti. Insomma quest o cambiamento urge tutti. Anche a casa i miei nipotini soffrono di stare chiusi in casa, ma vedo che la creatività dei genitori si sviluppa a dovere per alleviare quella che comunque è la loro.parte di sofferenza in questo dramma: le preghiere per il nonno in ospedale li hanno sicuramente aiutati. Devo lodare tutti voi perché ho visto crescere il blog in queste settimane e la voglia di verità.

  • 31 Marzo 2020 in 14:40
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    Come è noto a qualcuno di voi, sono residente a Milano solo da un anno. Poco dopo il mio arrivo, ho avuto il piacere di conoscere Pigi Ramorino che mi ha portato con sé ad alcuni eventi organizzati dalla vostra associazione. Sono stato presente solo a tre appuntamenti che, però, mi hanno fornito una immagine significativa delle attività che sviluppate. Mi sono trovato a mio agio, non solo per la buona accoglienza che mi avete riservato, ma anche perché approvo l’impostazione della associazione che, in qualche modo, mi riporta a ciò che facevo col “Movimento di Cultura Cristiana” che presiedevo quando vivevo a Bari.
    Per farla breve, mi sono iscritto al vostro sodalizio e ora, in questa triste quarantena, ho pensato di rispondere all’invito di Pigi, scrivendo qualche nota che propongo alla vostra attenzione.
    Non mi è possibile parlare di persone, di opinioni, di sentimenti e neppure di progetti che a voi stanno a cuore perché non li conosco. Con molta umiltà, invece, proverò a suggerire alcune idee che ho maturato riflettendo con la mente di chi si muove in un ambiente nuovo e che non ha alcuna pretesa di essere ascoltato. Al momento mi limiterò a due sole semplici proposte.
    Per prima cosa vorrei chiedervi se sia fuori posto l’idea di mettere in cantiere iniziative che coinvolgano i nostri nipoti. Tutto sommato, questa associazione esiste perché ci sono loro e io penso che lo scopo sociale del sodalizio possa trovare pienezza laddove facessimo qualcosa in grado di stimolare la loro fantasia, il loro desiderio di stare in compagnia, di impegnarsi in attività divertenti ma educative, di fare nuove amicizie, ecc. Può essere quello il modo di metterli a lavorare pure su progetti orientati al bene (perché formativi, e/o perché rivolti al servizio del prossimo). I programmi da adottare dovrebbero ovviamente essere diversificati, anche in funzione delle fasce di età dei bambini, dei ragazzi e dei più grandi. Ciò che propongo non è qualcosa che riproduca il modello di un oratorio o di un club di “Lupetti” ma qualcosa che renda disponibili servizi che di solito non trovano posto nelle attività di un oratorio.
    Una seconda proposta la faccio per indurvi a elaborare qualche iniziativa in grado di favorire una maggiore socializzazione fra noi nonni. Vedo che siete molto numerosi e questa è una bella cosa, ma le occasioni di stare insieme si riducono ai soli eventi messi in calendario. Eventi che non possono essere molto frequenti, sia per non correre il rischio che si abbassi il livello di qualità, sia per non diventare troppo ingombranti nel dedalo di impegni di ciascun iscritto. E allora, perché non individuare un luogo ben ubicato in cui recarsi nei frammenti di tempo libero? Sull’esempio delle sale da tè per signore, dei bar degli artisti, dei bar dei tifosi, dei giardini dei bocciofili, dei centri sociali, ecc. Io penso che sarebbe bello sapere dove dirigersi anche solo per incontrare facce amiche, per fare due chiacchiere, per prendere un caffè!
    Vorrei aggiungere ancora altre cose, ma non voglio abusare della vostra pazienza.
    Grazie per l’attenzione

    Enrico Abbruzzese

  • 31 Marzo 2020 in 12:11
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    Grazie innanzitutto per aver reso accessibile il blog anche ai non esperti.
    Cerchiamo di raccontare la nostra esperienza di nonni “isolati”.
    Come tutti , ci sentivamo tagliati fuori dai rapporti personali con figli e nipoti sentendone tutta la fatica.
    Ma abbiamo scoperto che quello che criticavamo dei nostri nipoti, l’uso dei telefonini, si e’ rivelato, in realta’, uno strumento utile.
    I nipoti , cinque su sei perche’ l’ultimo e’ ancora alle elementari e non “ha diritto ad un telefonino”, ci chiamano regolarmente per raccontarci le loro giornate. Martina, la piu grande, organizza periodicamente videoconferenze tra tutta la famiglia, nonni genitori e nipoti, sempre vivaci ed interessanti.
    La stessa scoperta di questi strumenti e’ avvenuta anche nella scuola di comunita’ di San PIOX. Un grazie a don Cesare che giornalmente mette sul suo blog le riflessioni sui temi della scuola di comunita’ oltre che sugli argomenti piu’ significativi della liturgia.
    Inoltre gli incontri di SdC quindicinali, hanno assunto con la videoconferenza una dimensione completamente nuova. Le persone non sono piu in una stanza , grande, affollata, dove a volte risulta difficile sentire e capire chi parla. Ora chi parla e’ visto direttamente in faccia ed anche le espressioni risultano piu chiare ed integrano il discorso.
    Anche noi nonni ringraziamo per questi aiuti che hanno alleviato le barriere del non potersi incontrare.
    Da ultimo, un GRAZIE a papa Francesco che con il suo gesto in Piazza San
    Pietro partendo dal Vangelo ha dato a tutti la testimonianza della Chiesa oggi.

  • 31 Marzo 2020 in 12:10
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    Io sono nonno di quattro bimbe/ragazze. Sento al telefono il loro notevole disagio, che, se prolungato per troppo tempo, potrebbe incidere sulla loro formazione. La mia PERSONALE opinione. Preferirei affrontare i rischi connessi al mio stato (età 76 e connessi problemi di salute) piuttosto che limitare così drasticamente la loro libertà. Il tempo dell’attesa dell’incontro con Dio si è fatto comunque breve..

  • 31 Marzo 2020 in 10:09
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    Ho un solo nipote che vive in Svizzera, anche lì scuole chiuse, compitini a casa per mail. Mi sono inventata qualche gioco di carte da fare con collegamento video, poi mio figlio ci ha guidati per una app che permette di giocare a monopoli , non male. Infine mio figlio ci chiede di fare qualche lezione integrativa , per esempio in storia, in geografia, sempre via video. Magari su queste cose di piccolo cabotaggio ma significative nel rapporto con i nipoti possiamo scambiarci idee, proprio nel dettaglio ..
    Poi altre proposte
    1) Non dimentichiamoci il blog di Robi che ci aiuta a non essere sommersi dai media e a riflettere. 2) Gli articoli di Robi rispondono a quella richiesta , che avevo fatto qui e che Nene ha ripreso, di segnalarci articoli, contributi che ci aiutino a capire , a tutti i livelli, la portata di queste evento epocale e a capire come ci dovremo muovere. Segnaliamoceli!
    3) Infine inserisco qui un elenco di libri sui nonni..magari possiamo dare una guardata adesso che abbiamo più tempo, compatibilmente con il fatto che possiamo eventualmente usare solo Amazon. Ce li si potrebbe dividere

    libri sui nonni

  • 30 Marzo 2020 in 16:47
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    Che dire in questo difficile periodo di quarantena? Periodo in cui non posso neanche vedere i nipoti perché ci è stato vietato di avere contatti fisici, per prudenza….Chiaro che mi piacerebbe poter aiutare i bambini almeno a fare i compiti, ma anche ai compiti in questo periodo devono pensare solo i loro genitori, che sono chiusi in casa con loro…. Il mio piccolo Enea, anni 6, prima elementare appena iniziata e già interrotta causa coronavirus, mi ha mandato questa pagina di quaderno, con un suo piccolo ‘tema’, che mi ha fatto tenerezza e che allego
    Anna Maria Natale

  • 30 Marzo 2020 in 05:50
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    La mia vita è di norma isolata, a causa dei miei problemi di salute, dunque sono abituata a stare molto in casa, nella mia stanza. Però ogni tanto uscivo e vedevo amici…così invece è troppo persino per me.
    I miei nipoti abitano a un’ora e mezza di distanza, in auto, perciò non ho la possibilità di vederli spesso…
    questo isolamento coatto mi dà una sensazione claustrofobica molto poco piacevole; mi aiuto, come d’abitudine, accompagnandomi a qualche Rosario recitato in TV, ascoltando qualche preghiera e/o testimonianza edificante. Così partecipo maggiormente alla vita della Chiesa e mi sento serena. La cosa che mi manca di più sono gli abbracci, di mio marito e dei nipoti che, se pur grandi ormai, mi comunicano molto amore. Anch’io uso whatsapp per restare in contatto con loro, ma di lì non passano gli abbracci…speriamo che il virus se ne vada presto, perché fra un po’ non avrò più risorse. Speriamo anche che non si senta attratto da me o da uno dei miei cari…però sia fatta la volontà del Signore!

  • 29 Marzo 2020 in 19:11
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    Lettera ai miei nipoti, 28/03/2020
    Prima puntata: Houston
    Seconda puntata: Roma
    Terza puntata: Milano

    Carissimi,
    ecco un mio breve diario per dirvi qualcosa di me, nonna sola, in questi tempi difficili e per condividere con gli altri Nonni la mia esperienza.

    Houston
    Sono tornata da Houston il 5 marzo dove ho condiviso per due mesi la vita di Camilla e Benni e di Emi (14), Stefano (in dicembre 13), Rachele (in maggio 10), Irene (in dicembre 7) , Veronica (in maggio 4) ed Agostino ( in maggio 2)
    Il rapporto quotidiano è stato molto esigente, mi ha arricchito e ha cambiato il mio train de vie.
    I miei tempi di vita sono di solito legati alla lettura critica di articoli, di volumi redatti da colleghi che in tutto il mondo si occupano di tematiche familiari e sono volti alla preparazione di nuovi contributi.
    Ma la cura, l’attenzione differenziata per le età ha esigito a Houston un adattamento non facile per una nonna, poco adatta al gioco. Me la sono cavata con i puzzles, ho inventato storie con le Barbie e ho letto librini, libri con i nipotini più piccoli!
    La particolare attenzione per Rachele che, nonostante la leukemia fa i compiti (home shooling,) a cui partecipa dalla prima elementare, mi ha visto molto ingaggiata nella matematica, nella storia della Bibbia e della religione cattolica. Rachele è una forza e sono convinta che le preghiere che arrivano da tutto il mondo per lei servano a darle energia. Abbiamo anche giocato a carte! E non sempre ho vinto!!!!
    Sento gli americani attraverso i genitori in quanto nessuno di loro ha accesso ai mezzi telematici.
    Questo mi costringe a selezionare i messaggi che mando loro.
    La relazione a distanza è difficile. Cosa ho imparato? La loro carica vitale e la loro allegria. Il loro affetto per me mi ha dato nuova vita.
    Ciao
    Giovanna

  • 29 Marzo 2020 in 17:31
    Permalink

    Lettera ai miei nipoti, 28/03/2020
    Prima puntata : Houston
    Seconda puntata: Roma
    Terza puntata: Milano

    Carissimi,
    ecco un mio breve diario per dirvi qualcosa di me, nonna sola, in questi tempi difficili e per condividere con gli altri Nonni la mia esperienza.

    Houston
    Sono tornata da Houston il 5 marzo dove ho condiviso per due mesi la vita di Camilla e Benni e di Emi (14), Stefano (in dicembre 13), Rachele (in maggio 10), Irene (in dicembre 7) , Veronica (in maggio 4) ed Agostino ( in maggio 2)
    Il rapporto quotidiano è stato molto esigente, mi ha arricchito e ha cambiato il mio train de vie.
    I miei tempi di vita sono di solito legati alla lettura critica di articoli, di volumi redatti da colleghi che in tutto il mondo si occupano di tematiche familiari per la preparazione di nuovi contributi.
    Ma la cura, l’attenzione differenziata per le età ha esigito a Houston un adattamento non facile per una nonna, poco adatta al gioco. Me la sono cavata con i puzzles, ho inventato storie con le Barbie e ho letto librini, libri con i nipotini più piccoli!
    La particolare attenzione per Rachele che nonostante la leukemia fa i compiti (home shooling,) a cui partecipa dalla prima elementare, mi ha visto molto ingaggiato nella matematica, nella storia della Bibbia e della religione cattolica. Rachele è una forza e sono convinta che le preghiere che arrivano da tutto il mondo per lei servano a darle energia. Abbiamo anche giocato a carte!
    Sento gli americani attraverso i genitori in quanto nessuno di loro ha accesso ai mezzi telematici.
    Questo mi costringe a selezionare i messaggi che mando loro.
    La relazione a distanza è difficile. Cosa ho imparato? La loro carica vitale e la loro allegria. Il loro affetto per me mi ha dato nuova vita.
    Ciao
    Giovanna

  • 29 Marzo 2020 in 15:11
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    Dopo alcuni giorni di superlavoro con i nipotini, per dare la possibilità ai loro genitori di lavorare durante il periodo di iniziale chiusura delle scuole per l’emergenza sanitaria, le ulteriori norme emanate che consentivano di lavorare da casa e la conseguente decisione dei nostri figli di non esporci a contatti potenzialmente pericolosi con i nipoti, hanno cambiato radicalmente la nostra situazione e ci siamo trovati temporaneamente “disoccupati” sul fronte nipoti.
    Eravamo inizialmente preoccupati di come i nostri figli avrebbero potuto gestire in casa il lavoro, gli impegni scolastici dei figli più grandi e quelli di gioco dei più piccoli, considerato che le famiglie sono numerose (due con 6 e una con 3 figli) e che non avremmo comunque potuto dare un aiuto.
    Durante i frequenti contatti telefonici e le videochiamate abbiamo potuto invece constatare come la loro nuova situazione sia stata, pur con qualche fatica iniziale, una circostanza positiva in cui hanno messo in gioco la loro creatività e la loro dedizione per organizzare e vivere bene le giornate in casa, guardando alle esigenze di tutti: sentendo al telefono i nostri figli capivamo che, nonostante la preoccupazione e tristezza determinata dalla situazione generale, erano comunque sereni e forse meno affaticati che in alcuni momenti della vita normale.
    La loro educazione e appartenenza alla Chiesa nell’esperienza del Movimento li ha certamente guidati e sostenuti e noi non possiamo che ringraziare di questo il Signore.
    Per non sentirci troppo “disoccupati” abbiamo deciso di leggere ogni giorno una breve storia e di inviarla ai più piccoli con whatsapp …… e questo è stato da loro molto gradito!

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