Blog Nonni 2.0

IL BLOG

Blog

Per chi non lo sapesse, il termine BLOG è nato alla fine del secolo scorso da una contrazione di “web” e “log” e si può liberamente tradurre come “spazio in rete”, spazio che vorremo fosse da voi utilizzato per commentare gli articoli del sito, proporre iniziative, mettere in comune esperienze, difficoltà, problemi, critiche, suggerimenti, segnalazione di libri letti, esperienze di bei momenti con i propri nipoti, ricordi della vostra infanzia e mille altre cose ancora.

Il BLOG infatti è una sorta di “bacheca” elettronica, per dar modo di confrontarci su tutta l’ampio ventaglio della nostra “nonnità” da aprire a tutti gli altri amici ed instaurare così un dialogo, non diversamente da un incontro fisico, col vantaggio che il residuo scritto non volatilizza.

Per noi diventerà poi una fonte di idee per far progredire la nostra attività in linea con il sentiment condiviso del nostro gruppo.

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51 thoughts on “IL BLOG

  1. Mi permetto di segnalare a quanti non l’avessero notato il bellissimo resoconto dell’incontro scuole Zolla-Grossaman con mons M. Camisasca pubblicato sul nostro sito il mese scorso.

    “non si può essere educatori se non si è educati, non si può essere padri se
    non si è figli, non si può essere educatori se non ci si riconosce come
    creature. Non c’è educazione senza Dio. Se tu escludi Dio dalla
    possibilità della realtà escludi la possibilità stessa dell’educa-
    zione. E l’educatore diventa il tuo dio.”

    Qui troviamo la ragione della titolarità dell’educazione propria della famiglia, e,per i nonni, di quella trasmissione della promessa e dell”eredità che ci ha molto bene evidenziato don Cozzi a commento del libro” Storie di nomi e nipoti”.
    Questo deve essere molto chiaro: NON ci sono ” esperti” in educazione che tengano, quando si parla di educazione genitori e famiglia sono i soggetti primi.
    Per inciso ” esperto” è anche una parola abusata oggi sui giornali, anche in tema di coronavirus e non raramente ad un attento esame si scopre che vengono propinati ovvietà o punti di vista parziali.

    La semplicità espositiva delle ragioni che caratterizza mons Camisasca rende la lettura più che consigliabile. Se poi anche condividiamo sul blog le nostre reazioni, non potrà che essere ricchezza per tutti.

  2. Ricevo da un mio ex allievo, padre dell’attore Matteo Bonanni, la segnalazione di questo link dove si possono trovare video con brevi storie che lui racconta alle 18, nel link si trovano le numerose fiabe già raccontate e altre proposte per i grandi. E’ possibile in collegamento zoom o altro guardare insieme coi nipoti le fiabe di questo link e poi..commentarle. Può essere un bel momento , io non sapevo di questa opportunità a volentieri la segnalo

    https://www.youtube.com/channel/UCKbPtzPVpFr09xahkNBuyQA

  3. Paolo De Carli ci ha inviato un ricordo di una cara persona, amica di molti di noi e nel cuore di tanti nostri figli che la conobbero nella loro prima gioventù; lo pubblichiamo volentieri.
    RICORDO DI TINA BRAMIERI VENTURI

    Martedi 7 aprile scorso Tina Venturi ci ha lasciato.
    E’ stata per circa trent’anni Direttrice della Scuola materna La Zolla, cui si è dedicata con una solerzia, una passione, una capacità professionale che dire rare è poco, portando la scuola a un altissimo livello di qualità. Sono passate generazioni di alunni, che tutti lei ricordava nei particolari, insieme ai loro genitori e parenti, e che tutti oggi la ricordano. Un grande servizio alla comunità scolastica e alla società svolto con un senso di dedizione, di gratuità e di umiltà che è bello ora ricordare.
    La diagnosi – tumore al pancreas – la sorprese pochi mesi dopo essere andata in pensione nel 2018, e, pur essendo perfettamente consapevole della sua patologia e del suo quasi certo esito infausto, reagì, assalendo lei la malattia con tutte le forze che aveva. Voleva guarire, si buttò a ricercare tutte le cure possibili, i maggiori specialisti del campo, le cure sperimentali che venivano praticate all’estero. Il morbo aveva attaccato in lei un corpo molto forte e una formidabile vitalità e voglia di vivere. Voleva essere vicina alla sua famiglia, aiutare la figlia e i nipoti, si sentiva ancora utile nel campo della scuola, collaborando attivamente e fattivamente con Diesse Lombardia dove la consideravano un pilastro fondamentale.
    Ma la sua maggiore speranza era nella intercessione della Madonna e dei santi presso il Signore e pregava senza sosta visitando santuari e luoghi santi. Con lei e con Gian Pietro io e Alda siamo stati amici di una vita oltre che condomini nello stesso edificio. Son sicuro che questi suoi tentativi e sforzi per guarire e queste sue preghiere non sono stati vani. Ha conservato forza e lucidità mentale per un tempo triplo rispetto a quello che i medici in questi casi assegnano al paziente. Ha saputo sempre guardare al di là di sé e chiedere che questo “al di là di sé“ la riempisse. Ma soprattutto quando un mese fa i dolori sono aumentati decisamente e le è stato chiaramente detto che non c’erano più speranze né rimedi umani, lei ha accettato con grande consapevolezza la morte vicina e si è preparata ad affrontarla. Con lei abbiamo ripercorso tutti i brani del Vangelo che riguardano la Madonna, come per entrare nel suo atteggiamento di offerta, nel suo essere come un vaso pronto a ricevere quanto il Signore voleva che vi entrasse, Maria che nulla ha posseduto e programmato di quella sua vita che è stata pura offerta.
    E così io, Alda e tutti gli amici che con lei hanno condiviso questo ultimo tratto della sua vita, abbiamo potuto vedere la serenità con cui ha affrontato la morte, con una coscienza e una fede semplice e grande, in qualche modo partecipando anche a noi la serenità del suo affidamento. Le siamo grati di questo esempio e di questa ultima carità.

    Paolo De Carli

  4. Vorrei sottolineare l’importanza delle indicazioni raccolte da Peppino nella sua del.29 marzo , ubicata già nella sezione ” vecchi commenti” . Penso che tutti i problemi ed esperienze personali li possiamo leggere bene SOLO entro la cornice del dramma che stiamo vivendo e del cambiamento che ci urge da questo dramma, come puntualizzato da padre A. Lepori. Anche i sacrifici della quarantena forzata sono da vivere sotto la luce che Cristo è il.destino e che è tutto. È talmente vero.per tutti che i colleghi di un figlio che lavora in terapia intensiva hanno.lanciato. Si veda questa testimonianza su youtube https://youtu.be/GFqTOQVoquM
    con filmato su youtube un grido di aiuto.perché la depressione è dietro l’angolo.per gli.operatori sanitari. Senza Cristo quest’aria di morte è appunto insopportabile. Il cambiamento urge noi perché arrivi a tutti. Il dramma tocca a caso e ormai tutti ne sono toccati. Vi scrivo dall’ospedale da cui probabilmente sarò dimesso domani dopo 25 giorni e dove la ho scampata bella e 4 giorni di terapia durissima hanno permesso che andassi da una parte invece che dall’altra. Ho tenuto perché ho chiesto la grazia di una disponibilità totale , che da solo ho molto fragile, e ho aderito alla richiesta dei medici e familiari di non mollare durante la parte più dura e decisiva delle cure. Ma ho visto anche 3 successivi compagni di camera essere intubati e trasferiti alla terapia intensiva. Bisogna chiedere questa speranza per tutti. Ma ho fatto prendere la benedizione del papa al compagno che stava bene, l’unico che son riuscito a vedere in faccia perché avevano tolto ad ambedue i macchinari. Anche adesso che sono sempre in isolamento, ma in un reparto a minore intensità di cure, ho proposto con successo ad un uomo di 87 anni di acquistare l’indulgenza plenaria concessa dal Papà a tutti gli impossibilitati ai sacramenti. Insomma quest o cambiamento urge tutti. Anche a casa i miei nipotini soffrono di stare chiusi in casa, ma vedo che la creatività dei genitori si sviluppa a dovere per alleviare quella che comunque è la loro.parte di sofferenza in questo dramma: le preghiere per il nonno in ospedale li hanno sicuramente aiutati. Devo lodare tutti voi perché ho visto crescere il blog in queste settimane e la voglia di verità.

  5. Come è noto a qualcuno di voi, sono residente a Milano solo da un anno. Poco dopo il mio arrivo, ho avuto il piacere di conoscere Pigi Ramorino che mi ha portato con sé ad alcuni eventi organizzati dalla vostra associazione. Sono stato presente solo a tre appuntamenti che, però, mi hanno fornito una immagine significativa delle attività che sviluppate. Mi sono trovato a mio agio, non solo per la buona accoglienza che mi avete riservato, ma anche perché approvo l’impostazione della associazione che, in qualche modo, mi riporta a ciò che facevo col “Movimento di Cultura Cristiana” che presiedevo quando vivevo a Bari.
    Per farla breve, mi sono iscritto al vostro sodalizio e ora, in questa triste quarantena, ho pensato di rispondere all’invito di Pigi, scrivendo qualche nota che propongo alla vostra attenzione.
    Non mi è possibile parlare di persone, di opinioni, di sentimenti e neppure di progetti che a voi stanno a cuore perché non li conosco. Con molta umiltà, invece, proverò a suggerire alcune idee che ho maturato riflettendo con la mente di chi si muove in un ambiente nuovo e che non ha alcuna pretesa di essere ascoltato. Al momento mi limiterò a due sole semplici proposte.
    Per prima cosa vorrei chiedervi se sia fuori posto l’idea di mettere in cantiere iniziative che coinvolgano i nostri nipoti. Tutto sommato, questa associazione esiste perché ci sono loro e io penso che lo scopo sociale del sodalizio possa trovare pienezza laddove facessimo qualcosa in grado di stimolare la loro fantasia, il loro desiderio di stare in compagnia, di impegnarsi in attività divertenti ma educative, di fare nuove amicizie, ecc. Può essere quello il modo di metterli a lavorare pure su progetti orientati al bene (perché formativi, e/o perché rivolti al servizio del prossimo). I programmi da adottare dovrebbero ovviamente essere diversificati, anche in funzione delle fasce di età dei bambini, dei ragazzi e dei più grandi. Ciò che propongo non è qualcosa che riproduca il modello di un oratorio o di un club di “Lupetti” ma qualcosa che renda disponibili servizi che di solito non trovano posto nelle attività di un oratorio.
    Una seconda proposta la faccio per indurvi a elaborare qualche iniziativa in grado di favorire una maggiore socializzazione fra noi nonni. Vedo che siete molto numerosi e questa è una bella cosa, ma le occasioni di stare insieme si riducono ai soli eventi messi in calendario. Eventi che non possono essere molto frequenti, sia per non correre il rischio che si abbassi il livello di qualità, sia per non diventare troppo ingombranti nel dedalo di impegni di ciascun iscritto. E allora, perché non individuare un luogo ben ubicato in cui recarsi nei frammenti di tempo libero? Sull’esempio delle sale da tè per signore, dei bar degli artisti, dei bar dei tifosi, dei giardini dei bocciofili, dei centri sociali, ecc. Io penso che sarebbe bello sapere dove dirigersi anche solo per incontrare facce amiche, per fare due chiacchiere, per prendere un caffè!
    Vorrei aggiungere ancora altre cose, ma non voglio abusare della vostra pazienza.
    Grazie per l’attenzione

    Enrico Abbruzzese

  6. Grazie innanzitutto per aver reso accessibile il blog anche ai non esperti.
    Cerchiamo di raccontare la nostra esperienza di nonni “isolati”.
    Come tutti , ci sentivamo tagliati fuori dai rapporti personali con figli e nipoti sentendone tutta la fatica.
    Ma abbiamo scoperto che quello che criticavamo dei nostri nipoti, l’uso dei telefonini, si e’ rivelato, in realta’, uno strumento utile.
    I nipoti , cinque su sei perche’ l’ultimo e’ ancora alle elementari e non “ha diritto ad un telefonino”, ci chiamano regolarmente per raccontarci le loro giornate. Martina, la piu grande, organizza periodicamente videoconferenze tra tutta la famiglia, nonni genitori e nipoti, sempre vivaci ed interessanti.
    La stessa scoperta di questi strumenti e’ avvenuta anche nella scuola di comunita’ di San PIOX. Un grazie a don Cesare che giornalmente mette sul suo blog le riflessioni sui temi della scuola di comunita’ oltre che sugli argomenti piu’ significativi della liturgia.
    Inoltre gli incontri di SdC quindicinali, hanno assunto con la videoconferenza una dimensione completamente nuova. Le persone non sono piu in una stanza , grande, affollata, dove a volte risulta difficile sentire e capire chi parla. Ora chi parla e’ visto direttamente in faccia ed anche le espressioni risultano piu chiare ed integrano il discorso.
    Anche noi nonni ringraziamo per questi aiuti che hanno alleviato le barriere del non potersi incontrare.
    Da ultimo, un GRAZIE a papa Francesco che con il suo gesto in Piazza San
    Pietro partendo dal Vangelo ha dato a tutti la testimonianza della Chiesa oggi.

  7. Io sono nonno di quattro bimbe/ragazze. Sento al telefono il loro notevole disagio, che, se prolungato per troppo tempo, potrebbe incidere sulla loro formazione. La mia PERSONALE opinione. Preferirei affrontare i rischi connessi al mio stato (età 76 e connessi problemi di salute) piuttosto che limitare così drasticamente la loro libertà. Il tempo dell’attesa dell’incontro con Dio si è fatto comunque breve..

  8. Ho un solo nipote che vive in Svizzera, anche lì scuole chiuse, compitini a casa per mail. Mi sono inventata qualche gioco di carte da fare con collegamento video, poi mio figlio ci ha guidati per una app che permette di giocare a monopoli , non male. Infine mio figlio ci chiede di fare qualche lezione integrativa , per esempio in storia, in geografia, sempre via video. Magari su queste cose di piccolo cabotaggio ma significative nel rapporto con i nipoti possiamo scambiarci idee, proprio nel dettaglio ..
    Poi altre proposte
    1) Non dimentichiamoci il blog di Robi che ci aiuta a non essere sommersi dai media e a riflettere. 2) Gli articoli di Robi rispondono a quella richiesta , che avevo fatto qui e che Nene ha ripreso, di segnalarci articoli, contributi che ci aiutino a capire , a tutti i livelli, la portata di queste evento epocale e a capire come ci dovremo muovere. Segnaliamoceli!
    3) Infine inserisco qui un elenco di libri sui nonni..magari possiamo dare una guardata adesso che abbiamo più tempo, compatibilmente con il fatto che possiamo eventualmente usare solo Amazon. Ce li si potrebbe dividere

    libri sui nonni

  9. Che dire in questo difficile periodo di quarantena? Periodo in cui non posso neanche vedere i nipoti perché ci è stato vietato di avere contatti fisici, per prudenza….Chiaro che mi piacerebbe poter aiutare i bambini almeno a fare i compiti, ma anche ai compiti in questo periodo devono pensare solo i loro genitori, che sono chiusi in casa con loro…. Il mio piccolo Enea, anni 6, prima elementare appena iniziata e già interrotta causa coronavirus, mi ha mandato questa pagina di quaderno, con un suo piccolo ‘tema’, che mi ha fatto tenerezza e che allego
    Anna Maria Natale

  10. La mia vita è di norma isolata, a causa dei miei problemi di salute, dunque sono abituata a stare molto in casa, nella mia stanza. Però ogni tanto uscivo e vedevo amici…così invece è troppo persino per me.
    I miei nipoti abitano a un’ora e mezza di distanza, in auto, perciò non ho la possibilità di vederli spesso…
    questo isolamento coatto mi dà una sensazione claustrofobica molto poco piacevole; mi aiuto, come d’abitudine, accompagnandomi a qualche Rosario recitato in TV, ascoltando qualche preghiera e/o testimonianza edificante. Così partecipo maggiormente alla vita della Chiesa e mi sento serena. La cosa che mi manca di più sono gli abbracci, di mio marito e dei nipoti che, se pur grandi ormai, mi comunicano molto amore. Anch’io uso whatsapp per restare in contatto con loro, ma di lì non passano gli abbracci…speriamo che il virus se ne vada presto, perché fra un po’ non avrò più risorse. Speriamo anche che non si senta attratto da me o da uno dei miei cari…però sia fatta la volontà del Signore!

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