Blog Nonni 2.0

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Per chi non lo sapesse, il termine BLOG è nato alla fine del secolo scorso da una contrazione di “web” e “log” e si può liberamente tradurre come “spazio in rete”, spazio che vorremo fosse da voi utilizzato per commentare gli articoli del sito, proporre iniziative, mettere in comune esperienze, difficoltà, problemi, critiche, suggerimenti, segnalazione di libri letti, esperienze di bei momenti con i propri nipoti, ricordi della vostra infanzia e mille altre cose ancora.

Il BLOG infatti è una sorta di “bacheca” elettronica, per dar modo di confrontarci su tutta l’ampio ventaglio della nostra “nonnità” da aprire a tutti gli altri amici ed instaurare così un dialogo, non diversamente da un incontro fisico, col vantaggio che il residuo scritto non volatilizza.

Per noi diventerà poi una fonte di idee per far progredire la nostra attività in linea con il sentiment condiviso del nostro gruppo.

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51 thoughts on “IL BLOG

  1. In questi giorni si è tornato a parlare della “natalità” nel nostro Paese presentando una fotografia che, con qualche periodo in controtendenza, vede dal dopoguerra una continua decrescita. La parola che circola è “preoccupazione”, ma molto spesso non è argomentata. Mi piacerebbe che sul nostro blog i nonni condividessero le loro letture del fenomeno e magari alla fine ne derivassero idee per azioni concrete in merito. Personalmente, senza abbandonarmi a una analisi socioeconomica profonda, mi sono venute spontanee queste tre considerazioni su tre fatti che identifico come cause:
    – La famiglia tradizionale è sempre più avversata e nei fatti penalizzata anche dalle Istituzioni;
    – Il parossismo con cui viene portata avanti, in modo distorto, la battaglia di genere che favorisce una cultura di autodeterminazione totale della donna intesa a liberarla da tutto ciò che possa sembrare imposizione, stereotipo, etc. tra cui sicuramente quello di essere “per natura” il tramite per generare. È sotto gli occhi di tutti la deriva con cui alcune correnti di scienziati stiano lavorando per una riproduzione completamente artificiale;
    – Un basket di bisogni che le coppie considerano irrinunciabili, che comprendono voci che tempo addietro erano considerate non strettamente necessarie, e che per questo prosciugano il bilancio familiare e diventano un freno (in molti casi un alibi) alla messa al mondo di figli;
    Sono temi, e spero in tanti altri contributi, su cui noi nonni dovremmo lavorare per una efficace testimonianza ai nostri nipoti: dico efficace perché lavorerebbe sul ripristino di una cultura che oggi in larga parte è dispersa.
    Un grazie in anticipo a chi vorrà contribuire

    Gianmario Giagnoni

  2. Anch’io penso che avevamo (e abbiamo ancora di più oggi ) ben altri problemi che non il numero dei parlamentari. Difficile non essere per il NO a questa legge senza senso e senza costrutto, con un risparmio di costi al massimo (abbondante e tirato per i capelli) del 5% a fronte del 35% di rappresentanti in meno ( i conti li può fare ognuno sulla base dei 147mila euro netti annui per eletto e del costo annuo delle due camere pari a 1 miliardo e 550 milioni, sono dati pubblici). Una patacca istituzionale.

  3. Da Peppino Zola, una riflessione sul prossimo Referendum
    A settembre si terrà il referendum confermativo della legge costituzionale che ha ridotto di un terzo il numero dei parlamentari. Si tratta di un referendum senza previsione di quorum. Molti ritengono che sia scontato il suo esito positivo, ma mi sembra comunque importante dare un giudizio ed esprimere la mia contrarietà, anche perché vedo che molti politici ci stanno ripensando e cominciano a dirsi per il no.
    Il taglio dei parlamentari costituisce il frutto di una rabbia crescente dei cittadini verso una classe politica ritenuta inefficiente e corrotta. Questa opinione è stata favorita, peraltro, da una operazione mediatica che ha dipinto, per anni, la classe politica come una vera e propria “casta” a cui non si è disposti a perdonare nulla. Se è vero che la classe politica, nel suo insieme, ha dato molti spunti per facilitare la crescita di un giudizio negativo nei suoi confronti, questo peraltro non giustifica la decisione presa dal Parlamento a maggioranza semplice (una maggioranza dei 2/3 avrebbe evitato il referendum).
    1)Il numero dei parlamentari dovrebbe essere l’ultima decisione relativa ad una riforma di Camera e Senato. Invece, si è voluto iniziare proprio dal numero. Appare folle tagliare i parlamentari senza sapere, ad esempio, quale sarà la legge elettorale che produrrà il nuovo Parlamento.
    2)Così facendo, il taglio dei parlamentari produce un evidente “vulnus” nei confronti della democrazia parlamentare, su cui si basa la nostra Repubblica. Non a caso, il taglio è stato fortemente voluto dal M5S, che, in sostanza, vorrebbe addirittura abolire il Parlamento, a favore di una “democrazia diretta” i cui contorni sono poco chiari e addirittura inquietanti. Dire NO a questa riforma significa porre un freno al grave indebolimento del sistema democratico parlamentare.
    3)Indebolire il Parlamento significa indebolire la possibilità di una vera rappresentanza popolare, nelle sue diverse componenti e nei diversi territori. In un momento di crisi politica come questo, diminuirebbero ancora di più il rapporto e la conoscenza tra la gente e i parlamentari. Questo ulteriore distacco sarebbe estremamente dannoso.
    4)La considerazione del taglio dei costi della politica (esaltato dai 5 stelle) è marginale: si tratta di un minimo risparmio nel mare della spesa pubblica ( qualche milione rispetto ad oltre 800 miliardi).
    5)Si dice che altri Paesi democratici hanno un numero di parlamentari minore di quello vigente in Italia. E’ vero. Ma è anche vero che ogni Paese ha la sua storia particolare. Ad esempio, il Congresso americano è più snello del Parlamento italiano, ma, trattandosi di uno Stato federale, accanto a questo ci sono anche 50 Parlamenti locali, uno per ogni Stato. L’Italia è il Paese dei mille “campanili”, ciascuno dei quali rappresenta parte significativa dell’intera società. E’ bene che tutta questa ricchezza venga rappresentata nel nostro massimo organo legislativo.
    Per queste ragioni dico NO alla modifica introdotta: non per spirito anticonformista, ma perché temo che si indebolisca la tenuta democratica del Paese. Alcune iniziative del governo di questi ultimi mesi aumentano il mio timore.
    Esistono altri strumenti ed altri percorsi per indurre la classe politica a riformarsi ed a convertirsi: il taglio traumatico che ci viene proposto il 20 settembre non servirebbe a nulla in questa direzione. Il taglio dei parlamentari, in sé, appare una scorciatoia, che invece di risolvere complica i problemi della politica e distoglie i cittadini dai veri problemi.
    Peppino Zola

  4. Quanto dice Gianmario è purtroppo una realtà, sembra che della famiglia come noi la intendiamo chi ci governa ne tenga conto solo in misura miserevole. Una perfetta analisi del cosiddetto Family Act l’ha fatta Peppino nella lettera al direttore indirizzata l’altro ieri a TEMPI che riportiamo qua sotto.
    “Caro Direttore,
    il nostro governo, con la solita grancassa della TV sempre più serva del potere, ha approvato una “schema di disegno di legge recante misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia”. Poi, a questo titolo ufficiale il governo italiano ha voluto, un’altra volta, aggiungere due paroline in inglese, per adeguarsi alla moda oramai imperante: “family act”, che poteva benissimo, essendo noi italiani, venire tradotta con le parole “legge per la famiglia”. Ma tant’è.
    Desidero commentare a caldo tale disegno di legge, in attesa di ulteriori approfondimenti.
    1)Per come è stata divulgata, questa legge per la famiglia pareva che provvedesse da subito a istituire un assegno universale per il sostegno economico dei figli, a prevedere misure di sostegno all’educazione dei figli e delle figlie, a regolare diversamente i congedi parentali, a incentivare il lavoro delle madri ed il protagonismo giovanile. Nulla di tutto questo. Trattandosi di un disegno di legge, esso sarà approvato tra almeno un anno e molte misure diverranno esecutive dopo un anno o due, come previsto dall’articolo 3 e dall’articolo 6. Quindi, se ne riparlerà almeno nel 2022. Si tratta di un programma elettorale più che di un disegno di legge. Un libro dei sogni, come qualcuno ha detto.
    2)Ciò è confermato dal fatto che in questo documento non è previsto alcun impegno di spesa, trattandosi di un disegno collegato alla legge di bilancio, per la quale è facile prevedere che si dirà, come al solito, che non vi sono i fondi per trasformare in realtà questo libro dei sogni. Senza serie e precise previsioni di spesa, si tratta solo di belle parole.
    3)Nel merito, poi, la prima cosa che salta all’occhio è che nulla è previsto per sostenere la famiglia nel suo compito educativo previsto dall’articolo 30 della Costituzione: “E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed EDUCARE i figli, anche se nati fuori dal matrimonio”. Questo articolo è rafforzato dal successivo articolo 31: “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi …”. Ebbene, questo disegno di legge prevede (senza soldi e fra tre anni almeno) il sostegno alla famiglia solo per i bambini da zero a sei anni, ma non per i figli che frequentano le elementari, le medie e le superiori. Se c’era un provvedimento legislativo che poteva e doveva finalmente risolvere questo annoso problema era proprio quello dedicato alla famiglia, ma questo non è avvenuto e si è persa una grande occasione, evidentemente a causa dei soliti pregiudizi ideologici che stanno frenando questo governo. Mi stupisce che anche su questo tema il PD ed IV siano succubi della posizione giacobina dei 5 stelle. Ancora una volta non si è tenuto conto di dare attuazione effettiva alla libertà di educazione. Su questo, l’Italia è molto indietro rispetto a tanti altri Paesi europei, anche di tradizione protestante. Questo è il difetto fondamentale di questo disegno di legge e mi sembra strano che esso, finora, non sia stato sufficientemente sottolineato.
    4)Il disegno di legge si riferisce ad una famiglia astratta, diversa da quella che realmente esiste nella società, tanto è vero che esso neppure accenna alla presenza dei nonni, che, come si sa, costituiscono un elemento silenzioso ma fondamentale dell’esperienza famigliare. I nonni contribuiscono al benessere della famiglia con tanti “servizi” ed anche con contributi economici. Ma nulla di tutto ciò traspare dal documento propagandistico che sto commentando. Ancora una volta, non si è guardato alla realtà, ma solo a ciò che già si ha in mente. E così nulla cambierà.
    Insomma, caro direttore, ho l’impressione che si tratti solo di un altro gesto per “okkupare” la televisione e per mettersi a posto la coscienza. Occorrerà continuare le battaglie per aiutare realmente la famiglia.

    Mail priva di virus. http://www.avast.com

  5. Mi piacerebbe conoscere il parere dell’Associazione sul recente disegno di legge recante misure per il sostegno e la valorizzazione della Famiglia (Family Act).
    Confesso che mi ha disturbato l’approccio che lascia trasparire un interesse più per la parità di genere che per l’istituto della famiglia: approccio che si traduce in un puntuale e ripetitivo distinguo tra bambine e bambini, figlie e figli, etc.
    Non mi sembra di rinvenire nell’ambito del diritto (es. codice civile) tale distinzione.
    Grazie in anticipo.

    Gianmario Giagnoni

  6. “https://www.fafce.org/fafce-board-resolution-families-are-the-front-line-in-the-pandemic/”
    Qui potete trovare la risoluzione rilasciata al termine dell’assemblea primaverile della FACE, dal titolo “Families are the front line in the pandemic”, presentata oggi nel corso di una conferenza stampa, nel quadro delle iniziative intraprese dalla Federazione per il Giorno internazionale della Famiglia.

  7. Riceviamo da Daniela Broggi questa mail su un argomento tristemente interessante sul quale ci piacerebbe sentire il vostro parere:
    Buongiorno,
    prima di tutto desidero ringraziare per tutto il sostegno che l’associazione dà per “vederci chiaro” nel caos di illuminati e falsi profeti che regna in questo momento.
    Volevo sottolineare invece l’argomento “cremazioni” perché, anche se la Chiesa ora ammette questa pratica, se è a partire da un non dispregio della corporalità legata al credere alla resurrezione della carne, l’uso che in questi giorni di emergenza se ne fa, ha fatto saltare di fatto ogni tipo di riflessione sul tema. Anche perché, non essendo le ceneri tumulate subito ma restituite ai famigliari, la tentazione per molti è di tenersele sempre in casa, cosa che pone grossi interrogativi etici ma anche sociali oltreché religiosi.
    Vorrei che qualcuno mi/ci aiutasse a giudicare questo fatto.
    Ritengo anche che valga la pena di essere portato all’attenzione dei sacerdoti e del Papa che ogni mattina punta l’attenzione su di un fatto concreto.
    Grazie e buon lavoro

  8. Grazie Paolo per aver voluto condividere con tanti amici le vicende della nostra grande amica Tina, ricordata come professionista dedita al suo lavoro e impegno educativo e stimata dai suoi collaboratori.
    E grazie per aver parlato del suo incondizionato affidamento alla Madonna nel corso della malattia.
    È giusto ripensare a lei e continuare a sentirla vicina attraverso il nostro e suo amore. Donata

  9. Riceviamo molte mail di approvazione sulla nostra iniziativa di chiedere a chi ci governa di evitare di rinchiudere i nonni in un recinto di bambagia (spinosa), procastinando la nostra possibilità di uscire dalla “fase 1” di qualche tempo (un mese, due mesi…)…
    Tra le tante eccone una che vale da esempio di tutte le altre, inviataci dall’amico Gianni Torriani

    “Mi complimento con te , con Peppino e con l’Associazione per questa l’iniziativa.
    In questi giorni ho sentito qualche cosa di simile attraversare le news soprattutto da parte di “luminari” specialisti , forse virologi , ma non certamente della psiche e dell’animo umano.
    Quest’ipotesi di ritardare l’isolamento degli over 65 /70 è decisamente abominevole e priva di qualsiasi fondamento giuridico , sociale e psicologico. Ci manca , tra un po’, il campo di concentramento e siamo a posto!
    Occorre mobilitarsi in tutti i modi possibili e immaginabili contro questa scellerata ipotesi e nel caso essere pronti alla “disobbedienza civile”.
    Fatte salve tutte le condizioni di sicurezza richieste (e quindi di salute) è giunto il momento di aprirsi alla vita , alla speranza, all’amore soprattutto dei nipoti che non vediamo da 2 mesi se non via
    Whatsapp o Skype ( alla fine del restiamo a casa il 3 maggio saranno 54 giorni).
    Sono con l’Associazione per questa battaglia e se c’è da raccogliere firme per una petizione a livello nazionale facciamolo!

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