Legge “Cirinnà”: una fiducia accordata, un’altra fiducia tradita

Abbiamo lasciato passare qualche giorno dalla forzata approvazione della Legge “Cirinnà” prima di formulare il giudizio dei Nonni 2.0, proprio per cercare di evitare espressioni che nascessero da reazioni a caldo che potevano rendere meno razionale il nostro dire.

Ma più passano i giorni, più si ascoltano le parole espresse dai vari personaggi politici che hanno sostenuto questa legge o solo ne hanno permesso la sua approvazione, più ci coglie una rabbia fredda.

Si consideri anzitutto la legge in sé: nonostante gli artifici linguistici utilizzati nel testo finale approvato, non si può individuare alcuna differenza tra le unioni civili tra persone same sex e il matrimonio. L’equiparazione è palesemente richiamata in diversi punti del provvedimento, in altri più formalmente sfumata, ma senza sostanziale difformità, il che a nostro parere (che poco può contare, ma è condiviso da oltre 600 provati costituzionalisti), la rende incostituzionale.

A questi punti siamo molto curiosi di vedere come un fine giurista come il Presidente Mattarella potrà consentirne la promulgazione, senza compromettere la sua finora incontestata onestà intellettuale.

Quello che però più ci ha inquietato è il sostanziale raggiro effettuato dalla maggioranza di Governo nei confronti della relativa minoranza “cattolica” che, a fronte dello stralcio ottenuto della c.d. stepchild adoption dal testo del provvedimento ed altre marginali modifiche apportate, ha accordato la sua fiducia alla relativa approvazione.

Ora diversi componenti rappresentanti della maggioranza governativa, a partire dai primi promotori della legge, stanno già urlando ai quattro venti i prossimi passi che hanno in animo di fare per introdurre tali punti nella nuova normativa sulle adozioni e parte della magistratura, sapientemente orientata, già ne consente l’applicazione.

Questo inganno era ben prevedibile e c’è stato un imperdonabile peccato di ingenuità, senza voler pensare ad altri retroscena. Si sa bene infatti che in politica i “pacta sunt servanda” fin che servono allo scopo immediato e possono poi essere risolti senza pena eccessiva.

Alla luce delle parole di apprezzamento e incoraggiamento espresse da Papa Francesco al Presidente del Comitato Nazionale Difendiamo i Nostri Figli in occasione della recente udienza privata a lui concessa, per non subire in silenzio questa situazione, la nostra Associazione, unitamente agli altri Organismi che hanno dato vita al CDNF, si ritroverà a Roma alla “Covention” fissata per il prossimo 28 maggio, per concordare azioni comuni espresse dalla voce si tutto il popolo dei Family Day, per tentare un recupero di quanto compromesso da questo provvedimento e avanzare concrete proposte a favore e sostegno dell’unica famiglia che riconosciamo.