Il ruolo attivo dei nonni nella nostra societa’

Venerdì scorso, con questo titolo, si è svolta a Treviso, organizzata dal Movimento Italiano Casalinghe, un’interessante conferenza sul ruolo attivo dei nonni nella nostra società, visto in tutte le sue possibili sfaccettature: affettive, educative, generazionali ed economiche. Alla Presidentessa della sezione regionale del Veneto del Movimento stesso e membro della Direzione nazionale Maria Laura Piva Pezzato che ne ha aperto i lavori, si sono succeduti i diversi oratori.

La Professoressa Luisa Santolini, Presidente della Fondazione Sublacense Vita e Famiglia e con alle spalle un’intensa attività politica e professionale spesa con successo, con incarichi di prestigio nel mondo dell’educazione e dell’istruzione, ha illustrato con ricchezza di dati statistici la situazione attuale dei nonni, parte essenziale della famiglia che, nonostante la sua conclamata importanza per la educazione dei giovani e per la sua funzione “naturale” di produzione di welfare, non trova difese istituzionali. La legislazione italiana pregna di statalismo sembra infatti incapace di recepire la famiglia nella sua unità,  non utilizza il principio di sussidiarietà, preferendo mettere in atto soluzioni senz’altro più costose, ma sempre parziali se non, a volte, dirompenti .

La Dottoressa Giuliana Filippetto, Psicologa Clinica e dell’Educazione, ha approfondito gli aspetti psicologici del rapporto intergenerazionale, facendo emergere con chiara evidenza come la figura del nonno, specie nell’attuale società che vede spesso i genitori necessariamente meno presenti in famiglia, rimanga perno essenziale e riferimento funzionale per la formazione e l’educazione dei  nipoti.

La relazione dell’Avvocato Andrea di Francia, studioso di problematiche dei diritti dei minorenni, si è soffermata con ricchezza di annotazioni giurisprudenziali sul tema dei diritti di visita del nonno, tema negletto per lungo tempo dal legislatore e solo relativamente di recente riconosciuto, ma senza averne ancora definite le relative forme di tutela. E ciò pertanto, in certi termini lo relega ad essere ancora una “chimera”.

A noi è toccato di esplicitare le motivazioni che quasi due anni fa ci hanno indotto a costituire la nostra Associazione; ne abbiamo poi dettagliato le iniziative intraprese nel frattempo e delineati i programmi di sviluppo futuri. Infine Peppino Zola si è calorosamente soffermato ad analizzare il concetto di “tradizione” pilastro fondamentale del processo educativo e vero motore di crescita per le generazioni.