Testi per le lettere al presidente del Consiglio

Cari amici,
l’attuale crisi determinata dal coronavirus ha notevolmente aggravato la generale situazione di disagio economico del complesso delle scuole paritarie.

Il persistere di tale situazione, senza decisi interventi, porterà alla chiusura di numerosi istituti con grave danno a un sistema che sostiene concretamente la libertà di educazione, bene primario garantito dalla nostra Costituzione, ma di fatto ostacolato da una cultura di contrapposizione se non di odio verso la scuola “non statale”.
 Per questo motivo abbiamo deciso di sostenere la campagna lanciata dal Professor Luca Montecchi, Rettore dell’Istituto Don Gnocchi di Carate Brianza, diretta a promuovere una svolta delle istituzioni per ottenere un dovuto aiuto economico per sostenere questo prezioso settore. Riteniamo che la forza espressa dai diretti interessati se palesata e sostenuta da un numero certo e inequivocabile di genitori con figli iscritti a istituti paritari, possa aiutare ad accendere una scintilla che inneschi un principio di riconoscimento del loro valore.

Preghiamo tutti i nonni di far spedire ai figli che abbiano prole presso istituti paritari, con le modalità in calce, una email contenente il testo che trovate qui di seguito.

Invitiamo inoltre tutti i nonni ad inviare parallelamente una mail contenente il testo che trovate qui di seguito per dare ancor maggior significato all’iniziativa.

Certi del vostro prezioso impegno affinché questa azione abbia il meritato successo, vi salutiamo cordialmente. 

NB: Le singole email devono portare in calce il Nome e Cognome dei firmatari, nonché l’indirizzo di residenza.

Da spedire ai seguenti indirizzi:

A: presidente@pec.governo.it
CC: segreteria.azzolina@istruzione.it – segreteriadipfamiglia@governo.it


Testo da copiare per la mail dei genitori

Al signor Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte

E p.c.
al Ministro dell’Istruzione On.le Lucia Azzolina
al Ministro della Famiglia e delle Pari Opportunità Prof.ssa Elena Bonetti

Egregio Presidente

siamo parte dei tanti genitori che  hanno iscritto i loro figli in scuole paritarie di ogni ordine e grado; per molti di noi ciò rappresenta un sacrificio anche in tempi normali, perché, all’opposto di quanto spesso si afferma con superficialità, le scuole paritarie, nella gran maggioranza dei casi, non sono affatto “scuole di ricchi”. Può immaginare quale sia la nostra difficoltà in questo momento così duro per la stretta economica, presente e prossima ventura, dovuta all’epidemia in corso.

Possiamo assicurarle che in questi frangenti l’assoluta maggioranza dei nostri figli non è stata abbandonata dai loro insegnanti, che, al contrario, al pari di moltissimi docenti delle scuole statali, stanno facendo di tutto per assicurare un rapporto umano, educativo e formativo coi loro allievi tenendo alta e viva la qualità didattica.

Piuttosto, siamo preoccupati per le difficoltà che già oggi incontriamo a sostenere l’onere finanziario delle rette per quest’anno scolastico e non ci nascondiamo le incognite che gravano sul futuro, a partire dal prossimo anno scolastico.

Non vorremmo mai, per questo motivo, esser costretti a cambiare la scuola della nostra prole, interrompendo con grave danno un percorso formativo già intrapreso, frutto di una scelta ponderata e convinta.

La stabilità degli Istituti Paritari – che per la Legge 62/2000 svolgono un ruolo pubblico entro il Sistema Nazionale d’Istruzione – dipende in gran parte, se non per intero, proprio dalle rette, e che l’abbandono di molte famiglie significherebbe in molti casi la chiusura di quegli Istituti. Il che costituirebbe una perdita grave per tutta la società, che si vedrebbe privata dall’apporto originale e fecondo che questi Istituti danno in uno degli ambiti più decisivi per il presente e l’avvenire del Paese.

Ciò, senza considerare il negativo riflesso economico che la chiusura delle scuole paritarie avrebbe sul bilancio dello Stato, già messo a dura prova dalla crisi in corso.

Per tutte queste considerazioni, chiediamo al Governo che lei presiede, di mettere a punto uno strumento economico che possa aiutare le famiglie a garantire ai loro figli di ricevere la formazione cui hanno diritto, senza mortificare la responsabilità che abbiamo di esercitare il nostro compito educativo in piena libertà.

Ci permettiamo di sottoporle due proposte concrete e sostenibili:

  1. che, per l’anno scolastico in corso, per ogni studente iscritto nelle scuole paritarie lo Stato sia pronto a stanziare € 1000,00, nella immediata disponibilità di ciascuna famiglia che lo richieda;
  2. che, per il prossimo anno scolastico, il Governo provveda a costituire un Fondo di aiuto e sostegno espressamente dedicato a sostenere le oggettive difficoltà ed esigenze finanziarie che moltissime famiglie continueranno a dover fronteggiare per mandare i figli nelle scuole paritarie.

Certi che vorrà prendere nella giusta considerazione queste nostre proposte, inviamo cordiali saluti.


Testo da copiare per i nonni

Alla cortese attenzione
del Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte

C.C
Signor Ministro dell’Istruzione On.le Lucia Azzolina
Signor Ministro della Famiglia e delle Pari Opportunità Prof.ssa Elena Bonetti

Egregio Presidente,

E’ noto come l’attuale emergenza coronavirus abbia provocato notevoli danni anche alle famiglie che hanno scelto di far frequentare ai propri figli scuole pubbliche paritarie. Danni non solo derivanti dai disagi prodotti dalla chiusura delle scuole, ma anche danni economici causati dal pagamento di rette a cui in alcuni casi non hanno corrisposto i servizi educativi.

Noi nonni siamo testimoni di tutti questi disagi e questi danni subiti dai nostri figli, anche perché siamo presenti attivamente nell’educazione dei nostri nipoti.

Chiediamo, pertanto, che nel prossimo Decreto il Governo voglia doverosamente prendere in considerazione e approvare una norma che, in qualche modo, rimborsi alle famiglie i danni a cui abbiamo appena accennato. Tale misura obbedisce a quanto previsto dalla Costituzione agli articoli 3, 29, 30 e 31 e, quindi, costituisce un atto doveroso e non una regalia.

Sappiamo che tante famiglie e tanti genitori stanno auspicando le misure da noi richiesta.

Circa le modalità con cui provvedere, pensiamo che, probabilmente, la via più semplice sia quella della detrazione fiscale (anche se rischia di non soddisfare le famiglie più povere) oppure quella del rimborso diretto alle famiglie delle rette dovute nel periodo febbraio-giugno del 2020.

Confidiamo che questa ragionevolissima richiesta venga accolta senza difficoltà.

 

Cordiali saluti.