Guardando al di là del Coronavirus

Mentre sta crescendo la consapevolezza di trovarci di fronte ad una circostanza grave e drammatica, riteniamo che la stessa ci obblighi, oltre che a gesti di solidarietà e di corresponsabilità, ad approfondimenti su vari aspetti di vita su cui riflettere e far riflettere chi ci sta attorno.

E ora ne abbiamo anche il tempo, visto che nella maggioranza dei casi i nonni sono stati scaricati dal compito di care giver del nipotame e sono stati lasciati soli a casa.

Da qui un invito: lasciamo perdere la Settimana Enigmistica e concentriamoci piuttosto su quanto è improvvisamente venuto alla luce in questi giorni, che potrà cambiare anche drammaticamente il modo di vita nel prossimo futuro. Un futuro non più nostro, ma dei nostri nipoti.

Sarà un esercizio utile da fare tutti insieme e che potrà essere la base dei nostri futuri impegni associativi.

I punti che più ci allarmano, ma che non costituiscono certamente un elenco esaustivo, sono:

  1. Il fallimento dell’uomo che si crede Dio, che crede di potere determinare autonomamente il proprio sesso e trasformare in legge ogni desiderio e che poi va in panico per un evento non previsto. Fallimento sia a livello “privato” che a livello “pubblico”. Fallimento anche della scienza che non è onnipotente come si credeva.
  2. Il fallimento della globalizzazione e di chi dovrebbe governarla: clamorosa l’incerta vacuità dell’Europa.
  3. Il fallimento dell’economia basata su un consumismo senza limiti e che ha messo in mostra l’estrema debolezza soprattutto delle imprese medio-piccole: basta una settimana di stop per metterle in crisi. Ciò significa che non hanno più un patrimonio alle spalle e che vivono alla giornata.
  4. L’assoluta debolezza della politica che si pone i mano a degli “esperti” quando oramai è troppo tardi.
  5. Il futuro della vita democratica. Basti vedere l’ammirazione con cui si comincia a guardare alla Cina che avrà anche dato un ottimo esempio di efficienza, ma ha messo in galera chi ha osato dire la verità sul virus.
  6. La facilità di mettere in crisi una società; partendo da quanto appare dalla realtà di questi giorni, in futuro non occorreranno più armi e carri armati per effettuare un colpo di Stato: basterà lanciare una “emergenza” che obblighi tutti a stare in casa ed il gioco sarà fatto. Questa emergenza è seria, ma, con l’aiuto di mass-media servili, si potrà inventare una emergenza poco seria, e renderla credibile.
  7. La libertà della Chiesa: in questa circostanza essa è parsa immediatamente succube del potere civile. Perché centri commerciali sì per il pane e chiese no per l’eucarestia? Il popolo cristiano non vive di solo pane ed essendo responsabile, avrebbe seguito alla lettera le regole poste.
  8. Un aspetto positivo: tutto il mondo, a quanto pare, si sta preoccupando della salute e della vita degli uomini e delle donne. Passata l’emergenza, si potrà far notare che questa preoccupazione deve essere estesa anche ad altre problematiche.
  9. Non da ultimo il problema educativo che sottende a tutto quanto precede

Parlatene prima con i vostri cari e fatecene poi avere vostre eventuali considerazioni in merito, nonché ulteriori spunti e sui quali a vostro parere sarebbe necessario lavorare.

Ricordiamo che questo lavoro individuale preliminare potrà essere messo a disposizione di tutti anche da subito, pubblicandolo sul BLOG del nostro sito, il cui accesso è stato semplificato e sul quale già amici stanno operando con generoso entusiasmo.

Ricordiamo infine a tutti l’invito della Chiesa italiana a recitare il Rosario per il Paese domani giovedì 19 marzo alle ore 21.