I Nonni 2.0 sbarcano in Europa (?)

Logo FAFCE Su invito della Federazione Europea delle Associazioni Famigliari Cattoliche (FAFCE) i Nonni 2.0, in qualità di auditors, hanno partecipato al relativo, annuale Board Meeting, tenuto a Bruxelles martedì e mercoledì scorsi.

Abbiamo assistito con curiosità ed entusiasmo al lavoro di un gruppo di circa trenta  rappresentanti di varie associazioni dei diversi paesi presenti, che hanno dibattuto temi attinenti alla vita delle loro associazioni e a quella della Federazione che le riunisce. Temi e iniziative tutte tese alla difesa dell’idea della famiglia naturale come cellula imperdibile per la difesa e la crescita della persona umana.
Con l’occasione abbiamo presentato la nostra Associazione la cui originalità ha suscitato oltre che simpatia (i nonni sono sempre i nonni…), anche molto interesse professionale, cosa che ci fa (forse sognando) pensare di poter nell’immediato futuro aiutare a far crescere il nostro semino anche in altre patrie.

Al di là di ciò, la gita a Bruxelles ci ha fatto vivere in diretta un’esperienza nuova su quella che è la vera funzione e i reali vantaggi di far parte dell’EUROPA.

Ne dobbiamo senz’altro condannare il burocratismo che ci obbliga a misurare la circonferenza delle vongole, ma ne dobbiamo esaltare, sostenere e indirizzare la possibilità che ci offre di funzione di difesa dei comuni, sani valori originari dei popoli che la abitano, fondati su una fede, che anche se troppo spesso nascosta e pubblicamente rifiutata, tuttora fortunatamente resiste. Senza questa difesa, il futuro dei nostri nipoti non potrà essere che più oscuro.

Un esempio di ciò ci è dato del “NO” recentemente espresso dal Consiglio di Europa all'”Utero in affitto”, no che ha confermato l’analoga decisione della deputata Commissione del Parlamento europeo nello scorso dicembre. Entrambi questi passi sono stati possibili solo grazie all’intenso lavoro di convincimento promosso e prodotto dalla FAFCE.

E’ la forza del giovane Davide, contro un Golia costituito da un groviglio di ideologie nichiliste e interessi miliardari.

Un’altra non minore constatazione. Durante i lavori le lingue usate (bene o male parlate) si incrociavano e non sempre si potevano apprezzare le sfumature di quanto pronunciato. Il cielo da nuvoloso si è fatto chiaro, quando alla fine della messa che ha concluso i nostri lavori, la trentina dei partecipanti ha intonato in coro e in latino il Salve Regina: da quel coro intenso, senza sbavature si è compresa la vera forza del popolo europeo. Lingua comune, fede comune, cuore comune.

Se stiamo insieme grandi cose si possono fare.