Il diritto di essere uccisi: La morte del diritto

La serata organizzata in accordo con il  Centro Francescano Culturale e artistico Rosetum, ESSERCI, Alleanza Cattolica, Centro studi Rosario Livatino e Movimento Cristiano Lavoratori, è stata un reale successo.

La qualità dei relatori ha infatti consentito al numerosissimo pubblico presente di rendersi ben consapevole dei vari aspetti di una problematica estremamente delicata che il provvedimento legislativo sulla quale la Consulta richiede alle camere parlamentari italiane di incidere.

Ne potete trovare la video registrazione qui di seguito…

Invitiamo inoltre a leggere QUI il giudizio dei Nonni 2.0, espresso sul successivo comunicato emanato dalla Corte Costituzionale il 24 settembre.

Newsletter dei NONNI 2.0 del 26 settembre 2019

I NONNI RIFIUTANO LA CULTURA DELLA MORTE

Da quanto apprendiamo dal comunicato stampa di ieri sul tema del suicidio assistito, la Corte Costituzionale ha preso la peggiore delle decisioni, sia dal punto di vista del merito che dal punto di vista procedurale.
Sotto il primo profilo, la Corte ha posto fine ad una tradizione bimillenaria, assistita anche dal diritto positivo, che poneva al centro il rispetto e la tutela della persona umana con tutte le sue esigenze e problematiche, in primis quella di salvaguardare la vita dal concepimento fino alla morte naturale. Questa società individualista e fondamentalmente egoista, invece, ha da tempo proclamato addirittura il “diritto” delle donne a porre fine alla vita concepita e il “diritto” a porre fine ad una vita che, peraltro, nessuno si è data da sé.
Si tratta di un drammatico arretramento di civiltà, che avrà conseguenze deleterie sul futuro dell’umanità. In questi giorni si parla tanto dell’ecologia che riguarda la dea terra, mentre si stanno facendo leggi mortifere per l’esperienza della persona umana. Drammatica contraddizione, che i nonni non possono non guardare con gravissima preoccupazione, pensando al futuro dei loro figli e nipoti. Per questo, i nonni parteciperanno, con convinzione, ad ogni battaglia, culturale, sociale e politica, volta a porre almeno un freno a questa tendenza che pare non avere più limiti, visto che dal piano culturale si è passati decisamente al piano legislativo.
Anche sotto il secondo profilo (quello procedurale), esprimiamo la nostra più viva preoccupazione. Con l’ordinanza di dieci mesi fa, la Corte Costituzionale aveva già invaso il campo proprio del potere legislativo, ponendo ad esso un insolito e illegittimo termine per legiferare (di fronte al quale, il Parlamento non ha mostrato un minimo di dignità). Con la preannunciata sentenza di ieri, la Corte Costituzionale ha reiterato l’invasione nel campo legislativo ed ha operato anche una intrusione nel compito della magistratura ordinaria, suggerendo, in pratica, a quella milanese come comportarsi in un caso specifico.
Ci domandiamo: la Corte Costituzionale, che non ha neppure avuto il coraggio di pronunciarsi circa la costituzionalità o meno dell’articolo 580 c.p. (cioè di fare il proprio e unico mestiere), sta diventando il vero ed unico potere che governa il nostro Paese? Tutte le istituzioni competenti dovrebbero cominciare a rispondere a questo nostro inquietante quesito.
Anche di fronte a questo quadro drammatico ed incivile, i nonni continueranno a svolgere il loro silenzioso e quotidiano compito formativo, per educare i nipoti al rispetto totale della vita ed all’assunzione delle conseguenti responsabilità di amorevole e rispettosa solidarietà.

Peppino Zola